Che rapporto c’è tra reddito e gioco d’azzardo?

Sfatato un luogo comune: non solo i poveri giocano online

La propensione al gioco d’azzardo e il basso reddito non sono necessariamente correlati: chi è povero non passa la vita a giocare per cercare di guadagnare denaro, e viceversa.

È quanto emerge da una ricerca statistica commissionata dal quotidiano IlSole24Ore a Infodata, che si basa sui dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Si sfata in questo modo il luogo comune secondo il quale chi ha uno stipendio basso o è disoccupato tende a giocare di più di chi ha una condizione economica agiata, e chi è ricco invece non gioca, o lo fa molto meno.

Il perimetro della ricerca: rapporto tra puntate e disoccupazione nei comuni italiani

L’analisi statistica ha messo in relazione la raccolta (tutto il denaro puntato, vinto ed eventualmente rigiocato in ogni tipo di gioco, dalle slot machine al Gratta e vinci, al Superenalotto) e la disoccupazione.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha fornito i dati sulla raccolta nei vari comuni d’Italia per il primo semestre del 2017, durante il quale sono stati puntati 37 miliardi di euro.

In seguito Infodata ha rielaborato le informazioni calcolando il valore della raccolta pro capite nelle varie province. Il risultato è una mappa del gioco pubblicata dal Sole24Ore, da cui si evince l’assenza di una reale correlazione tra puntate e disoccupazione.

Che siano le usanze locali a determinare, più del livello di reddito e della disoccupazione, l’interesse per il gioco?

Le aree in cui si gioca di più, dall’Emilia Romagna al Lazio

Osservando la cartina realizzata per il Sole24Ore ci si accorge che ci sono province e regioni italiane in cui si tende a giocare di più, indipendentemente dal livello di disoccupazione giovanile.

Dove si gioca di più?

  • Nel Lazio, in Campania e in Abruzzo, dove la disoccupazione è intorno all’11%, la raccolta ha superato la media nazionale di 614 euro pro capite.
  • Piace giocare anche agli abitanti dell’Emilia Romagna, dove la disoccupazione giovanile si aggira intorno al 5-6%, a quelli della Lombardia (ad eccezione di Lecco, Cremona e Mantova, che non sembrano avere una grande passione per il gioco d’azzardo), regioni in cui per tradizione giovani e meno giovani si ritrovano spesso per giocare a briscola.
  • Il Trentino Alto Adige si divide tra Bolzano, dove si gioca di più, e Trento, dove si gioca di meno.

Le aree in cui si gioca meno, dalla Calabria al Friuli Venezia Giulia

Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Molise, in cui il tasso di disoccupazione è più elevato, le puntate sono particolarmente basse.

La raccolta è bassa anche in alcune aree in cui la disoccupazione è bassa, nella metà delle province toscane, in Friuli Venezia Giulia (ad eccezione di Gorizia), in tutta la Val d’Aosta, in Umbria. Più variegata è la situazione nelle Marche, in Piemonte, Liguria e Veneto, dove i dati variano da una provincia all’altra.

Dove si vince di più?

IlSole24Ore ha realizzato una mappa interattiva che seleziona le varie aree per raccolta pro capite e vincite. Il risultato ottenuto è che si vince di più nelle aree in cui si gioca di più.

I dati sulle vincite

Ecco i dati sulle vincite medie venuti fuori dall’indagine portata avanti da IlSole24Ore:

  • Per ogni euro che viene puntato, con o senza l’uso dei bonus a cui molti di noi sono abituati giocando online, si vincono 76 centesimi.
  • La vincita media pro capite nel nostro Paese equivale a circa 486 euro.
  • Esistono le eccezioni: è il caso di un paese di 11.000 abitanti nel padovano, Mestrino, in cui nel 2017 sono stati vinti 93 milioni di euro, che hanno aumentato automaticamente la vincita pro capite a 8.712 euro.