Il seme delle carte napoletane

Oggi vi dico due parole sul seme delle carte napoletane. A dire il vero, lo stesso ragionamento vale per tutte le varianti di carte da scopa e briscola, comprese quindi le carte vicentine, trevigiane, triestine, siciliane e così via.  I semi infatti sono uguali in tutte le varianti.

Il punto è: cosa significano i semi delle carte napoletane? Perché ci sono spade, coppe, bastoni e denari? E’ una casualità o significano davvero qualcosa?

Non c’è alcun mistero. O meglio, non dovrebbe esserci.

Le classi sociali

La storia delle carte da gioco con questi quattro semi nasconde la rappresentazione dei ceti sociali.

  • Le coppe: classe ecclesiastica
  • Le spade: classe nobiliare
  • I denari: borghesia
  • Bastoni: il “popolo”,  o per meglio dire il proletariato

Il bello delle carte napoletane è che sono antiche. Sono le stesse da oltre 150 anni. Ciò vuol dire che provengono da un’epoca in cui le differenze nei ceti erano molto più visibili rispetto ad ora.

Sebbene anche oggi vi siano persone più abbienti e meno abbienti (il clero fa storia a sé), non vi sono differenze sostanziali nei costumi. Tuttavia, queste categorie esistono ancora.

Pensiamo ad esempio a chi ha più case da mettere in affitto. Questo potrebbe essere rappresentato dai denari.

Ancora, pensiamo a quei pochi eredi delle famiglie nobiliari (conti ad esempio), che potrebbero essere rappresentati dalle spade.

Il clero, beh, è rappresentato sempre dalle coppe.

In ultimo, il “popolo”. I bastoni, si sa, rappresentano sempre la maggior parte della popolazione.

Ma perché i bastoni?

Come mai il “popolo” è rappresentato dal seme dei bastoni? Perché bastonano le altre classi? In realtà no. Il bastone è simbolo di semplicità, oltre che di forza, ma soprattutto di lavoro. Considerando anche che quando le carte furono create vi era un alto tasso di lavoro agricolo, il bastone rappresentava la gran parte dei lavoratori, prima dell’avvento dell’industrializzazione.